Pitti Uomo 109, il menswear in motion alla Fortezza da Basso

By Lorenzo Sabatini
Published:7 Gennaio 2026
Categories: Fashion

Pitti Uomo 109 trasforma ancora una volta la Fortezza da Basso nel barometro più sensibile del menswear globale, intercettando i movimenti di mercato e i nuovi desideri dell’uomo che verrà. Il salone, in scena dal 13 al 16 gennaio 2026, convoca 750 brand – il 47% esteri – per raccontare le collezioni Autunno/Inverno 2026-2027 a una community internazionale di buyer, retailer e stampa sempre più selettiva e curiosa di visioni fresche.  Il tema “MOTION” diventa la chiave di lettura di questa edizione: tutto è movimento, trasformazione, progressione, in un montaggio continuo di immagini e identità che sposta il baricentro dell’eleganza maschile verso territori fluidi, cinematici, stratificati. La campagna firmata da Chris Vidal e Tuomas Laitinen per SSAW lavora proprio su questo: un bianco e nero essenziale che cattura l’istante in divenire e mette in risalto la leggerezza scultorea dei capi Soshiotsuki, tra tailoring giapponese e sensibilità italiana. 

La Fortezza si conferma laboratorio di linguaggi, più che semplice fiera: l’installazione AncientNew Site di Marc Leschelier, chiamato da PHILEO a riscrivere il Piazzale Centrale, introduce il visitatore in un paesaggio architettonico sospeso, dove il brutalismo incontra la velocità del presente. Dentro, l’impianto espositivo ragiona come un grande department store contemporaneo, con cinque sezioni – Fantastic Classic, Futuro Maschile, Dynamic Attitude, Superstyling e I Go Out – che compongono un guardaroba maschile totale, dal formale sartoriale all’outerwear tecnico, dalle incursioni street al lifestyle outdoor.  Fantastic Classic mette in scena l’heritage del made in Italy – da Brunello Cucinelli a Stefano Ricci, da Caruso a Piacenza 1733 – dialogando con calzaturieri storici e accessori che aggiornano il classico in chiave consapevole. Futuro Maschile, ridisegnato da DWA – Design Studio, si conferma cabina di regia del contemporaneo con brand come Roberto Collina, Paraboot, Transit, Premiata o Unimatic, in una scenografia che riflette l’idea di eleganza senza tempo ma radicalmente attuale. 

Dynamic Attitude presidia la zona ibrida tra sport, street e techwear con label come Baracuta, Barbour, Woolrich, Save the Duck, Rag & Bone, 24Bottles o U.S. Polo Assn., raccontando un uomo che si muove tra città e natura con capi performanti ma mai gridati. Superstyling spinge oltre la soglia del trend con silhouette genderless, materie senza stagionalità e marchi come Manifattura Ceccarelli, Armor Lux, Nanamica, Taakk, Story Wear, per un’estetica sperimentale ma indossabile.  I Go Out, infine, è il capitolo outdoor in cui la funzione diventa stile: Keen, Snow Peak, Quartz Co, Scandinavian Edition o Purple Mountain Observatory raccontano un’estetica nomade, pronta a spostarsi con la stessa naturalezza tra trail e metropoli.  A tessere il racconto ci sono gli special guest: Soshiotsuki come Guest Designer con un Made in Japan filtrato dal concetto di Made in Italy; Hed Mayner, con il suo approccio quasi architettonico alle proporzioni; Shinyakozuka, protagonista di una sfilata-evento e di uno spazio dedicato in Futuro Maschile. Sullo sfondo, il lavoro di scouting di Pitti Immagine, sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri, ICE e dal main partner UniCredit, consolida Firenze come hub strategico per la moda maschile globale, anche sul fronte formativo con progetti come CFMI Academy. 

Pitti Uomo 109 come mappa del nuovo menswear

Pitti Uomo 109 si muove come una mappa tridimensionale delle nuove geografie del menswear, dove il baricentro non è più solo europeo ma decisamente policentrico.  Scandinavian Manifesto torna a portare in Fortezza un’idea di nordicità aggiornata – da Annarr a Won Hundred, passando per Bread Boxers, MessyWeekend o Woodbird – mentre JQUALITY e New Standard Japan Leather Project raccontano un Giappone che lavora sulla qualità estrema del prodotto, tra filiera tessile, pelletteria sostenibile e innovazioni materiche come la fibra Brewed Protein di Spiber. CODE Korea accende i riflettori sulla creatività coreana con brand come AjobyAjo, Ordinary People o Vegan Tiger, quest’ultimo anche autore delle tote bag distribuite a buyer e stampa; China Wave consolida il dialogo con il menswear cinese contemporaneo, da Amano a Times Infinity. 

La dimensione internazionale si allarga anche alla Francia, grazie al focus Promas che porta in Fortezza nomi come American Vintage, Armor Lux, Antik Batik, JOTT, Museum Garments, e alla Spagna, supportata da ICEX, con brand che spaziano dalle calzature alle proposte lifestyle. Intorno alla fiera, la città di Firenze diventa estensione naturale del racconto: dall’evento Sebiro Sanpo – passeggiata-sfilata dedicata al tailoring contemporaneo giapponese – alle collaborazioni con Accademia Costume & Moda e Istituto Marangoni, fino alla mostra Bones of Tomorrow di Andro Eradze, la cultura visuale dialoga con la moda in un sistema di rimandi continuo. Dentro la Fortezza, il palcoscenico è condiviso da grandi player – Woolrich, Guess, Fila, Ellesse, Sebago, Berwich, Save the Duck, WP Lavori in Corso con Baracuta, Barbour, Filson, Blundstone – e da progetti emergenti come Nomaka, Final Draft, Santha o Labo by Marvielab, che spingono su sperimentazione, storytelling e sostenibilità. Il risultato è una piattaforma sempre più ibrida: phygital grazie a Pitti Connect, trasversale nei linguaggi e radicalmente internazionale negli interlocutori, capace di offrire al buyer un’esperienza immersiva di scouting e, allo stesso tempo, un osservatorio privilegiato su come l’uomo contemporaneo sta riscrivendo il proprio guardaroba tra heritage, performance e desiderio di individualità.

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Lorenzo Sabatini

Lorenzo Sabatini Direttore editoriale, brand consultant e artista multidisciplinare. Fondatore di Fantamoda, dove moda, storytelling e creatività diventano esperienza. Scopri di più nella sua biografia oppure conosci gli altri membri della redazione di Fantamoda.

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