Capri accoglie le nuove collezioni Promenade e Glitter di Andrew Vianello
Il 18 giugno, l’isola di Capri ha fatto da cornice al debutto delle Special Edition Promenade e Glitter di Andrew Vianello, designer e fondatore del brand Profilo. La presentazione si è svolta nella suggestiva Blu Boutique di Antonio Arcucci, spazio che da trent’anni raccoglie oggetti dal gusto cosmopolita, tra eccellenze italiane e influenze dal Giappone al Nord Europa.
La Promenade Collection propone silhouettes di cani in metallo lucido o glitter, scolpite con un’eleganza che unisce artigianato e poesia. Sono ritratti di fedeltà, momenti catturati nell’intimità della passeggiata quotidiana, con basi preziose in marmo, legno smaltato o bronzo. La linea Volti Glitter, invece, traduce emozioni e legami in sculture di volti, illuminati da riflessi d’oro, argento e azzurro. Oggetti personalizzabili che diventano regali esclusivi, pensati per custodire ricordi e impreziosire gli spazi con un tocco di stile senza tempo.
Andrew Vianello: il designer che scolpisce memorie
Istrionico e perfezionista, Andrew Vianello incarna un approccio al design che fonde scenografia, arte e storytelling. Prima scenografo, poi designer, ha firmato set per spot pubblicitari e installazioni, collaborando con studi creativi tra Milano e Parigi. Nel 2015, insieme a Laurence Rancé, fonda nella capitale francese il marchio Profilo, con l’idea visionaria di trasformare un semplice filo di metallo in un linguaggio universale capace di raccontare persone, animali e legami.
Il successo arriva subito: Le Bon Marché Rive Gauche di Parigi lo accoglie con un pop-up dedicato che sarà riconfermato per sei anni consecutivi. Da allora, Profilo si espande in concept store, gallerie e department store da Milano a Tokyo, da Roma a Zurigo, fino al debutto a New York. Parallelamente, il brand entra nel circuito del lusso come main gift in eventi esclusivi, tra cui una prestigiosa corsa di automobili in Costa Azzurra, e si lega al Porsche Club francese Unxpected.
Il tratto distintivo di Vianello sta nella capacità di trasformare il metallo in emozione. Le sue silhouette sono leggere ma potenti, essenziali eppure vibranti di vita. Non a caso, Maison come Hermès, Dior e René Caovilla hanno scelto di collaborare con lui, riconoscendo in Profilo una cifra stilistica unica: quella di un design puro, intimo e al tempo stesso universale.
Le opere di Andrew Vianello nascono come dono, come segno capace di attraversare culture e generazioni. Nel metallo, l’artista imprime memorie che sfidano il tempo, restituendo forme che oscillano tra minimalismo e teatralità, tra gesto istintivo e cura maniacale del dettaglio. In un’epoca dominata dall’immagine digitale, Vianello offre una contro-narrazione analogica: il profilo scolpito diventa un “ritratto senza posa”, un fermo immagine eterno che sa parlare al cuore.

Intervista di Fantamoda ad Andrew Vianello
Andrew, le tue silhouette raccontano legami e memorie. Qual è stato il primo volto che hai voluto “trattenere” con il filo?
I primi profili che ho realizzato sono stati quelli della mia famiglia e il mio. Volevo creare un “album di famiglia” scolpito, in un’epoca dominata da selfie e immagini digitali. Credo che ogni gesto nato dal cuore abbia un valore inestimabile.
“Promenade” è un omaggio alla fedeltà e alla bellezza della relazione con il cane. Cosa rappresenta per te quella passeggiata silenziosa?
Due cani hanno segnato momenti della mia vita: Piccolo Charlie, il compagno d’infanzia, e Bell, la bulldog della mia socia Laurence. Camminare con un cane è una lezione di fedeltà: non ti perde mai di vista, c’è sempre, anche nel silenzio.
Da bambino che rapporto avevi con gli animali?
Gli animali mi hanno insegnato ad amare senza aspettative. Da piccolo adoravo il circo e lo zoo: erano luoghi dove il mondo animale mi parlava.
Quando crei un Profilo, pensi prima alla persona o alla sensazione che vuoi evocare?
Lavoro per istinto. Mi basta uno sguardo a una foto per iniziare a immaginare chi è quella persona, cosa fa, persino la sua voce. È un gioco che diventa processo creativo.
Hai una formazione da scenografo. Quanto c’è di teatrale nel tuo lavoro?
Sempre. Ogni creazione è una messa in scena: immagino il pubblico che osserva e applaude. Credo che il designer non debba essere protagonista, ma lasciare che sia l’opera a parlare.
Le tue opere entrano nella vita delle persone come regali intimi. Ti senti una responsabilità?
Sì, ed è un’emozione. Sapere che le mie sculture viaggiano dal Medio Oriente alla Cina, dall’Europa agli Stati Uniti, mi ricorda che siamo tutti uguali davanti a un ricordo prezioso.
Collabori con Hermès, Dior, René Caovilla… ma chi è Andrew lontano dai brand?
“Frenare mai, correre sempre!” è il mio motto. Non mi rifugio, voglio vivere ogni istante in diretta, anche nelle difficoltà.
Se dovessi fare un autoritratto con il filo?
Forse mi rappresenterei come un distinto novantenne, con ironia. Perché le rughe, quelle, non le scolpisci mai davvero. (Ride).




